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Bonus Mobilità: ancora code interminabili all’avvio della seconda fase delle agevolazioni. Perché in questi mesi non è stato fatto nulla per potenziare il servizio ed evitare problemi noti e prevedibili?

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Nei giorni scorsi è stata avviata la nuova fase del Bonus Mobilità, in cui torna quindi per gli utenti la possibilità di chiedere il rimborso per l'acquisto biciclette, monopattini, segway, hoverboard e servizi per la mobilità condivisa. Peccato però che, così come accaduto nei mesi scorsi, il fantomatico "clickday" sul sito dedicato alle agevolazioni sia partito di nuovo all'insegna dei disservizi e delle ormai note interminabili code online. Anche stavolta la procedura prevede una "coda" virtuale, che tuttavia risulta così prolungata da impedire, almeno ad un numero consistente di utenti, l'accesso stesso al bonus. Molti cittadini hanno rilevato e continuano a riscontrare importanti problematiche, sia per i tempi di attesa che per i disservizi di natura tecnica: episodi che ci riportano a quanto già accaduto mesi fa e che appaiono quindi a dir poco paradossali proprio perché assolutamente prevedibili. Perché nelle scorse settimane il servizio non è stato potenziato, in modo da evitare i problemi già riscontrati? La domanda, almeno per ora, resta senza risposta.

Il dato più preoccupante è costituito dal fatto che la vicenda del Bonus Mobilità non costituisce un caso isolato, anzi: in questi mesi si sono susseguiti numerosi blackout dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, con disagi importanti – basti pensare al crash del sito INPS all'inizio di aprile o al recentissimo blocco del cashback di Stato – ulteriormente aggravati dalla attuale emergenza sanitaria. I risultati fallimentari ottenuti fino ad ora dimostrano che, evidentemente, è necessario rinunciare alla modalità del cosiddetto "clickday" per la presentazione di istanze e richieste di agevolazioni.

"I malfunzionamenti e i blackout che si ripresentano dimostrano la necessità di potenziare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione: in assenza di interventi strutturali e mirati, il cittadino si vede di fatto privato di tutti i vantaggi connessi ad un servizio online che dovrebbe appunto semplificare le procedure e consentire agli utenti di risparmiare tempo ed energie" – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

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