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su rimborso iva tarsu/tia...

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Creato Martedì, 03 Aprile 2012 13:43
Scritto da Federconsumatori Campania
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La Cassazione, con la sentenza dell'8 marzo n°3756 ha confermato definitivamente l'illegittimità dell'IVA sulla TIA.

La sentenza smentisce e censura il comportamento del Governo precedente, che le aveva provate tutte per aggirare 17 milioni di cittadini interessati, declinando le proprie responsabilità ed ostinandosi a non dare applicazione ad una sentenza della alta Corte Costituzionale (n°238/09) che ha stabilito che la TIA è una tassa e non una tariffa, pertanto sulla stessa non è applicabile l'IVA del 10%.

Il Governo ci aveva provato con una circolare n°3/2010 del Ministero dell'Economia e delle Finanze e con un decreto interpretativo (D.L.78/2010), "cambiando" nome alla TIA da Tariffa di Igiene Ambientale TIA 1 in Tariffa Integrata Ambientale TIA 2, etichettandola come prestazione di servizio su cui è applicabile l'IVA. Ovvero ne aveva cambiato solo il nome senza cambiare la sostanza.

Mancando però il regolamento attuativo per la nuova TIA 2 il Governo aveva stabilito che ad essa andasse applicato il regolamento del 1999 della TIA 1, sulla quale l'IVA è stata dichiarata illegittima.

Federconsumatori ha fornito assistenza a migliaia di cittadini per la richiesta di rimborso di quanto illegittimamente pagato e per la cessazione dell'assoggettamento all' IVA della TIA. Abbiamo vinto molti ricorsi presso i giudici di pace (Genova, Alessandria , Prato), ottenendo il rimborso di quanto illegittimamente addebitato ai cittadini.

"Ora chiediamo al Governo Monti di chiudere la vicenda una volta per tutte, dando finalmente piena applicazione alla sentenza della Corte costituzionale e della Cassazione, restituendo l'IVA pagata indebitamente da milioni di cittadini attraverso uno storno sulle future bollette o consentendo la detrazione dell'importo non dovuto nelle dichiarazioni dei redditi." – dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori.

E chiaro che va trovata una soluzione urgente e politica da parte del Governo e del Parlamento.

Chiediamo inoltre che Federambiente ed l'ANCI questa volta svolgano fino in fondo il loro ruolo, sollecitando il Governo ad assumersi le proprie responsabilità, dando applicazione alle sentenze senza "se" e senza "ma", in coerenza con i principi di equità e di giustizia nei confronti di milioni di cittadini .

Nel contempo Federconsumatori invita i cittadini che ancora non lo avessero fatto, ad avanzare richiesta di immediata cessazione dell'applicazione dell'IVA (senza aspettare il 1 gennaio 2013 quando con la nuova tassa rifiuti comunque scomparirà) e di rimborso di quanto indebitamente pagato alla aziende od ai comuni che applicano la TIA. A tal fine è disponibile un apposito modulo reperibile presso le nostre sedi e scaricabile dal sito della nostra Associazione.

Ricordiamo che possono effettuare tale richiesta solo i cittadini di quei comuni in cui è avvenuto il passaggio da TARSU a TIA.

Per chiarire la vicenda e gli ulteriori sviluppi, inoltre, invitiamo tutti a partecipare alla conferenza che abbiamo indetto per lunedì 26 marzo ore 11.00 a Roma (Via Goito, 35), dove verranno illustrate le politiche tariffarie ed del settore rifiuti della nostra associazione e verrà rilanciata la battaglia di legalità "NO IVA SULLA TIA", con iniziative di grande importanza anche sul versante giudiziario.

 

ATTENZIONE!!

Per la presentazione della domanda non esiste alcuna scadenza.  La richiesta per il rimborso di quanto indebitamente pagato può essere fatta relativamente agli ultimi 10 anni, e comunque dopo il passaggio nel proprio comune da TARSU a TIA.

 

I comuni in cui è possibile ottenere il rimborso sono:

Provincia di Napoli: Capri, Procida, San Giorgio a Cremano;

Provincia di Salerno: Pagani, Mercato San Severino;

Provincia di Caserta: Grazzanise.

 

RIEPILOGO:

 

Da TARSU a TIA1 a TIA2 alla RES

A partire dal 1999 molti Comuni hanno sostituito la Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani con la Tariffa di Igiene Ambientale, come definito dall'art. 49 del D.lgs. n. 22 del 1997 (il cosiddetto Decreto Ronchi) e dal DPR n. 158/1999.

Le principali differenze tra TARSU e TIA riguardano:

- il calcolo del contributo che, nel caso della TARSU è effettuato sulla base dei metri quadrati del proprio immobile (con una riduzione nel caso si viva da soli), nel caso della TIA, invece, la tariffa è determinata da una quota fissa del servizio, ai quali si aggiunge una componente variabile legata al numero dei componenti del nucleo familiare, e calcolata, cioè, in base ai rifiuti effettivamente prodotti, e in effetti così non è stato;

- un'evoluzione positiva, specialmente in alcune realtà, tesa ad incentivare sempre più la raccolta differenziata ed i comportamenti delle utenze finalizzati a ridurre i rifiuti alla fonte, a massimizzare il recupero ed a minimizzare il ricorso alla discarica.

Con il passaggio da "tassa" a "tariffa", nei comuni dove è avvenuto, hanno applicato su quest'ultima l'IVA al 10%.

Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2009, la maggior parte dei comuni coinvolti continuano tuttora ad applicare impropriamente l'IVA.

L'illegittimità dell'IVA sulla TIA

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, ha stabilito che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) è una "tassa" e non una "tariffa", pertanto, sulla stessa non è applicabile l'IVA.

Si riconosce, così, del tutto illegittima l'IVA al 10% applicata dai comuni interessati sulla TIA, per la quale, oggi, i cittadini possono chiedere il rimborso.

La TIA in cifre

Sono oltre 6 milioni le famiglie (pari a circa 17 milioni di cittadini) residenti in ben 1182 comuni italiani, che, dal 1999 al 2008, hanno dovuto pagare l'IVA di troppo sulla tassa sui rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto.

La stima di tale spesa non è affatto di poco conto: secondo quanto indicato dall'ANCI si stima che i rimborsi per le famiglie ammontino a 993 milioni di Euro.

Ad esempio: per una famiglia che paga 250 Euro all'anno di TIA, quindi, la restituzione corrisponderebbe a 25 Euro l'anno, che vanno moltiplicati per il numero di anni in cui si è pagata la TIA.

Cosa fare

Prima di tutto bisogna controllare che nel proprio comune sia stata adottata la TIA al posto della TARSU. Nel caso fosse così è necessario accertarsi di avere tutte le ricevute di pagamento relative alla TIA, facendo attenzione che, nelle relative fatture, sia stata effettivamente addebitata l'IVA.

Per richiedere il rimborso e la cessazione immediata dell'applicazione dell'IVA, invitiamo gli aventi diritto a recarsi presso uno degli sportelli della Federconsumatori dislocati su tutto il territorio nazionale, dove potranno compilare degli appositi moduli e dove riceveranno le informazioni o l'assistenza necessaria. Altrimenti potete scaricare il modulo qui allegato e spedirlo all'azienda o comune che emette le bollette.

Ora tocca al Governo ed alle aziende o comuni dare corretta applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale

Per oltre 2 anni e mezzo la Federconsumatori ha richiesto al Governo Berlusconi di dare attuazione alla sentenza. Dopo la sentenza della Corte decine di migliaia di cittadini hanno avanzato domanda per la richiesta di cessazione dell'assoggettamento all'IVA della TIA nonché per la restituzione di quanto illegittimamente pagato da quando è avvenuto il passaggio da TARSU a TIA nelle città o comuni interessati.

Il Governo ha tergiversato a lungo, tentando in seguito di scippare i rimborsi agli aventi diritto, e, infine, cambiando nome alla TIA da Tariffa di Igiene Ambientale (TIA1) in Tariffa Integrata Ambientale (TIA2) ai sensi del D.lgs. 152/2006, etichettandola come "prestazione di servizio" su cui è applicabile l'IVA. Ovvero, come cambiare solo il nome senza cambiare la sostanza.

La nuova TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale), però, in assenza del regolamento attuativo, è applicabile per legge sulla base del regolamento attuativo della vecchia TIA (sulla quale l'IVA è illegittima).

Insomma, il Governo Berlusconi le ha provate tutte per aggirare milioni di italiani declinando le proprie responsabilità nel dare applicazione ad una sentenza dell'Alta Corte Costituzionale.

La battaglia continua

La Federconsumatori, intanto, ha inviato nel 2010 lettere di diffida (ai sensi dell'Art. 140, comma 5, del Codice del Consumo) a molte aziende multiutility che erogano e riscuotono le bollette della TIA. In alcuni casi ha ottenuto importanti risultati, come a Perugia, Terni e Narni, che hanno cessato nel 2010 l'applicazione dell'IVA sulle bollette future della TIA. In altri casi, come a Rimini, il Comune aveva invitato l'azienda Hera, di cui è azionista, ad ottemperare nell'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale, ma l'azienda si è rifiutata.

Sempre nel 2010 la Federconsumatori ha intrapreso una "causa inibitoria" a Melegnano (MI) presso il Tribunale di Lodi nei confronti dell'azienda locale ma senza trovare un pronunciamento d'urgenza incoraggiante teso a far cessare questo prelievo indebito sulle bollette degli utenti.

Nel frattempo, il Comune di Roma ha annunciato che non avrebbe più applicato l'IVA sulla TIA , salvo poi fare retromarcia, con l'aggravante di aumenti di pari importo sulle tariffe, del ripristino dell'IVA sulle bollette nel 2011 e del recupero dell'IVA del 2010 in aggiunta alle bollette del 2012.

Federambiente e ANCI, sollecitate dalla Federconsumatori a dare indicazioni alle proprie aziende di applicare la sentenza della Corte Costituzionale, si sono giustificate di non aver agito in tal senso in quanto aspettavano disposizioni da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze sull'applicazione della sentenza.

Nel 2011 Federconsumatori di Genova, Prato ed Alessandria hanno promosso cause pilota davanti al Giudice di Pace, con 3 vittorie significative a favore dei cittadini che hanno ottenuto il rimborso.

In questo contesto di pronunciamenti favorevoli, che ci danno vigore nel condurre questa battaglia di legalità e giustizia raggiungendo un importante obiettivo con il nuovo Decreto Legge del 6/12/2011 n.201 in cui, all'art. 14, si istituisce il nuovo tributo per il servizio di smaltimento dei rifiuti, su cui l'IVA dal 1/1/2013 non verrà più applicata: un notevole risultato raggiunto nella campagna fin qui condotta dai consumatori e dalla nostra Associazione.

Come Federconsumatori Nazionale chiediamo un incontro con il nuovo Governo Monti per richiedere che venga affrontato il problema della restituzione dell'IVA pagata indebitamente da milioni di cittadini, rilanciando proposte di storno sulle future bollette o di detrazione dell'importo non dovuto nelle dichiarazioni dei redditi (previa presentazione delle bollette).

È chiaro che va trovata una soluzione urgente e politica da parte del Governo e del Parlamento, come da noi sempre sollecitato anche durante il precedente Governo.

Contestualmente manterremo viva la pressione e continueremo a portare avanti la mobilitazione dei cittadini e, laddove maturino le condizioni, anche attraverso l'avvio di cause pilota e class action nei confronti di grandi aziende.